Aubisque, Tourmalet, Aspin e Peyresourde: ogni appassionato di ciclismo conosce questo quartetto che scandiva la classica tappa del Tour da Pau a Bagnères de Luchon. Per la prima volta il Tour passò da qui nel 1910; il vincitore Octave Lapize salì parte del Tourmalet a piedi gridando assassini agli organizzatori. Purtroppo i veri assassini li avrebbe incontrati pochi anni dopo nel carnaio della Prima Guerra mondiale; in confronto alle trincee della Marna, della Somme e del Carso, il Tourmalet deve essere sembrato un giardino fiorito.

Anche oggi nell’era del carbonio e dei cambi elettronici, queste salite incutono rispetto, e il buon senso suggerisce di dividerle su più giorni. Oggi mi tocca l’Aubisque, una solida salita mai estrema ma bella sostenuta nella seconda parte.

Il cielo è coperto e fa un bel freschetto, purtroppo salendo entro in un bel nebbione, sembra di pedalare in un nebulizzatore. Stranamente non c’è anima viva. Raggiunto il passo, il mistero si svela, la strada è chiusa sull’altro versante per una manifestazione ciclistica.

Traversando verso il Soulor, incontro decine di queste ombre nella nebbia. Purtroppo per il panorama di una delle strade più bello dí Francia devo ricorrere a Google.

Un attaco di fame nella risalita al Soulor consiglia una meritata pausa. Finalmente il cielo si apre e si vede intorno.

Di qui mancano ancora 35 chilometri dapprima in discesa poi in leggera salita lungo il fiume. Finalmente entro nell’animata Luz Sain Saveur; come direbbe quello là ´mi sento un po’ stanchino’.

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