Sua maestà è il colle del Tourmalet. Con i suoi 2115 metri è il culmine della mia traversata; il Tour ci è passato quasi novanta volte, l’ultima un paio di settimane fa con la vittoria di Pogacar.
Come tutti i re si fa desiderare: da Luz sono quasi venti chilometri di salita continua anche se mai estrema e 1400 metri di di dislivello sesto giorrno e devo gestire levforzr; salgo in modo regolare senza preoccuparmi dei ciclisti più veloci. Man mano il panorama si apre, conque km prima dell’arrivo appare in alto, quasi irraggiungibile, il passo. L’ultimo tratto non finisce mai, un’ultima curva al 12% mi porta in cima.


In vetta l’ambiente è indescrivible, centinaia di ciclisti si complimentano, fotografano e si scambiano impressiono.

La discesa sull’altro versante è veloce e spettacolare, almeno se si chiudono gli occhi per non vedere l’obbrobbrio della stazione sciistica di La Mongie.,

Ma non è finita! Per raggiungere l’albergo devo ancora superare il Col d’Aspin: 600 metri di dislivello in 12 km, poca roba se non fossi ormai stanco. Gli ultimi 5 km sono di vera salita, stringo i denti e raggiungo la bella sella del passo.

La discesa è bella e veloce, soltanto come spesso nei Pirenei non ci sono barriere. Un po’ di prudenza è d’obbligo, non vorrei finire la traversata in un fosso.

Raggiungo Arrau, un delizioso villaggio lungo un torrente spumeggiante che porta un bel fresco. Domani un meritatissimo e benvenuto giorno di pausa, più di metà dela traversata è fatta!
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