Cosa c’entrano i cammelli con i Pirenei? Beh se il clima continua a cambiare fra un po’ forse ci arriveranno e l’ottimo formaggio della regione sarà prodotto con latte di cammella.

Ma i cammelli hanno anche due gobbe, come queste ultime tappe; non una sola grande salita, ma due inframmezzate da una discesa. Che sia meglio o peggio per le gambe lo vedremo poi.

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Ripasso la Garonna ed ecco la prima gobba, il col di Menté.

Rispetto alla Marie Blanque che avevo salito all’inizio questa presenta una forma diversa di malvagità: anziché prima illudere il ciclista per poi prenderlo alla gola lo consuma lentamente con lunghi rettilinei in pendenza, il tutto per quasi dieci chilometri.Con calma spero le difficoltà e raggiungo i bei tornanti che portano al passo.

Discesa veloce e, già, sono sul cammello e la seconda gobba è appuntita. Un bivio a destra ed eccomi su di una dura rampa al 15% che mi mozza il fiato. Il Portet d’Apet da questo lato è solo 4,5 km, ma si sale di 450 metri con muri sopra il 15%. Nella foga nemmeno vedo il memoriale dedicato a Fabio Casartelli, il ciclista italiano morto per una caduta in un Tour de France.

In cima sono lievemente stravolto, ma ora arriva la ricompensa. Scendo in una valle verdissima fra prati e paesino caratteristici. Sono in Ariège e le costruzione con i tetti di scandole e i nomi delle borgate mi dicono che sono ormai in Occitania e ricordano la Provenza. Un delizioso pranzetto a bordo fiume, un bagnetto ristoratore e riposino sotto le piante completano la giornata. Mica solo faticare!

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Una risposta a “Sul dorso del cammello”

  1. Avatar Maurizio
    Maurizio

    Se ci va bene noi avremo la possibilità di assaggiare anche il formaggio di cammello, ma cosa mangerà chi vive nei paesi dove oggi vive con i cammelli?

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