• La Marie Blanque è un avvoltoio diffuso nei Pirenei che prende appunto il nome dal piumaggio bianco. Come tutti gli avvoltoi sta in alto in posti difficili da raggiungere, come scoprirò oggi.

    La partenza è dolce, pirma una facile salitella, poi una lunga discesa che mi conduce alla principale che sale al colle di Somport e di lì a Saragozza. La lascio dopo pochi chilometri per incontrare il mio amico avvoltoio. . Il cartello è intimidante, parla di sfida per i ciclisti e mostra un profilo che sembra una rampa di lancio.

    La salita in effetti è mr. Jackill e dr. Hide: cinque dolci chilometri pedalabili e nel verde, seguiti da quattro terribili chilometri all’11% di pendenza media.

    Affronto il muro von calma e pazienza con un passo molto regolare. Non sono certo qui per fare un record. Alla fine arrivo in cima senza troppo soffrire, con i complimenti della regione sul cartello del passo.

    In discesa attraverso il bucolico altopiano di Beille con i cavalli che pascolano nel verdo. Poi una ripida discesa mi conduce nella valle di Ossau ormai nel cuore dei Pirenei.

    Davanti si stagliano alte montagne. Raggiungo Laruns, delizioso borgo al crocevia dei colli dell’Aubisque e del Portalet. Una comunità montana che risale al medioevo, luogo di passaggio e di pastura, dove si produce un famoso formaggio. Un buon posto per rifocillarsi prima dell’Aubisque che mi attende domani

  • Oggi primo grande passo dei Pirenei, il colle di Soudet. Caratteristiche da grande salita, 22 km e 1200 metri di dislivello. Per fortuna fa molto meno caldo, il peggio sembra passato.

    Scendo piacevolmente da Larrau lungo il torrente fino al bicio per il passo; il cartello indica un confortevole 5% di pendenza, ma è la media fra il falsopuano iniziale e dieci duri km alla fine.

    In effetti per una decina di chilometri la strada corre dolcemente nella valle in un ambiente piacevolissimo.

    Raggiunto il paesino di Sainte Engrâce mi si presenta una prima secca rampa; appena dopo trovo un baretto, memore delle esperienze dei giorni passati mi fermo a bere e mangiare qc.; anche se sembrava fresco sono già accaldato.

    A partire da qui la salita è dura e molto irregolare, ci sono falsopiani e anche discese che si alternano a strenue rampe ben oltre il 10%.

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    Ci vuole molta tecnica per salire, ma gestisco bene i passaggi più duri. In compenso lo scenario è molto suggestivo, alterna i pascoli con freschi boschi di conifere. Sembra proprio di essere in montagna.

    Un’ultima dura serie di rampe e sbuco al passo, dove sembra proprio di essere in cielo. Trovo tre ciclisti che mi precedevano e che sono diretti in Spagna.

    Io invece giro a sinistra; una veloce discesa nel bosco mi oorta ad Arette per un meritato riposo.

  • Parto da San Jean incociando numerosi pellegrini, qui siamo a Pied de Port cioè ai piedi del passo che conduce alla mitica Roncisvalle e di lì a Santiago di Compostela!

    Stamattina anche la bici si sente stanca, il cambio posteriore ci mette un po’ a funzionare.

    Per un’oretta viaggio nella campagna verdeggiante. Poi ecco la salita del giorno. Il cartello indica un rassicureante 5%, ma la realtà è diversa, si tratta in realtà di due passi separati da una discesa. Il primo ha un nome impronunciabile, ma soprattutto i primi 5 km sono all’11% di media.

    La salita in effetti presenta subito il conto con un muro al 14%, poi continua strenua con pendenze di tutto rispetto. Fa un caldo opprimente, viene quasi voglia di girare la bici.

    Finalmente raggiungo il faslsopiano a metà salita, il panorama ripaga dello sforzo! Continuo faticosamente, per fortuna la salita è un po’ meno aspra. Il cartello del passo arriva come un sogno.

    La discesa è veloce e mi porta in una conca verdeggiante con un bel fiume. Breve pit stop per rintemprarsi e poi attacco il vero Iraty. Che è una salita dolce in un fresco bosco di querce, con il torrente che mormora felice e dei simpatici laghetti. Senza troppo sforzo raggiungo il passo: è presto e fa un bel freschetto, niente di meglio di una bella e meritatissima siesta.

    La discesa offre scorci spettacolari sui Pirenei; la strada è molto ripida e senza una pianta, scendendo una vamps di calore mi avvolge. In basso incrocio un ciclista con le borse, non oso pensare cosa lo attende.

    Un ultima risalita e arrivo al villaggetto di Larrau dove mi attende un confortevole Logis in un ambiente montano. A domani!

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  • Il primo giorno si presentava un po’ complicato; da Tolosa a Bayonne sono oltre tre ore di treno, quindi partenza in bici all’una del pomeriggio, non proprio l’ideale col caldo che fa.

    Ma tant’è.Il treno serpeggia per ore fra colline verdeggianti, passa anche davanti alla basilica di Lourdes, chissà che la Madonna non mi dia una mano. In fondo Gino Bartali venne a messa nel 1948, e poi quel tour lo vinse.

    Eccomi infine nella bella Bayonne che meriterebbe una visita, ma è tardi e la strada è lunga…I primi chilometrri sono anche piacevoli, una bella pista ciclabile serpeggia lungo il fiume.

    Lasciato il fiume le cose cambiano, le colline sono roventi, cuocio a fuoco lento fino alla frontiera spagnola.I cartelli indicano 80 km a Pamplona.

    Il passo Oxtondo sale in modo regolare, se non facesse così caldo sarebbe piacevolissimo.

    Mi getto nella discesa verso la Spagna, in fondo un bat aperto mi permette di comprare un bottiglione d’acqua, indispensable per fare il resto. Costeggio il fiume, dopo poco sento gli schiamazzi dei bagnanti; la tentazione è forte, ma chi ripartirebbe poi?

    Finalmente arriva l’Alto di Izpaghi. La discesa è veloce e spettacolare; in fondo trovo una salhifica fontanella che mi rinfresca prima degli ultimi saliscendi di una giornata infinita.k

    Sono passate le sei quando entro a Saint Jean Pied De Port, una suggestiva cittadina medievale dove non si capisce se si è in Francia o in Spagna.

    Alla fine avrò fatto oltre 90 km con quasi 1500 metri di dislivello.

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    Ma resta la parte più importante del percorso. Domani è un altro giorno, stay tuned!

  • Tutto è ormai pronto per la grande traversata dei Pirenei in bicicletta. 12 tappe (più due giorni di riposo) da Bayonne sull’Atlantico a Argèles sur Mer sulle rive del Mediterraneo. I numeri parlano di oltre 700 km e oltre 17000 metri di dislivello attraverso colli mitici come l’Aubisque, il Tourmalet et l’Aspin. Con l’obbiettivo di fare le discese alla stessa velocità con cui i corridori del Tour de France fanno le salite!

    Stasera ultimi preparativi, la bicicletta è impacchettata accuratamente per il volo per Tolosa. Poi la rimonterò, e lunedì mattina si parte

    A rivederci presto su questo canale.